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TESTIMONI DI SERVIZIO CIVILE: LA STORIA DI CATERINA

“Piccoli gesti, grandi legami: la mia esperienza nelle periferie di Medellín”, di Caterina Carraro, Servizio Civile Universale, Medellin (Colombia)

Sono arrivata a Medellín con entusiasmo e voglia di mettermi in gioco, pronta a conoscere la città e a contribuire, nel mio piccolo, alla vita dei quartieri in cui avrei lavorato. Medellín è una città complessa, segnata da una storia di conflitto armato, violenza e profonde disuguaglianze sociali, una storia che ancora oggi lascia tracce evidenti, soprattutto nei “barrios populares”. Allo stesso tempo, è una città viva, attraversata da forti processi comunitari, iniziative locali e pratiche di resistenza quotidiana che cercano di trasformare il territorio dal basso. 

La mia esperienza di servizio civile con ENGIM si svolge principalmente nelle periferie orientali della città, in particolare nella “comuna 8”, ma si inserisce in una rete più ampia di lavoro che coinvolge diversi territori urbani. Vivere e lavorare in questi quartieri mi ha permesso di conoscere Medellín da una prospettiva diversa, lontana dagli stereotipi, fatta di fragilità strutturali ma anche di una forte capacità organizzativa e relazionale. 

Come volontaria ENGIM svolgo attività educative e comunitarie con bambini, adolescenti e giovani. La mia presenza sul territorio è costante e, con il tempo, è diventata riconoscibile. Questo mi ha fatto sentire non solo una volontaria di passaggio, ma parte attiva delle dinamiche quotidiane delle comunità. Una delle esperienze più significative è quella nel quartiere Altos de la Torre, dove di mattina collaboro con il “comedor” comunitario della Fundación Emmanuel. Ogni giorno questo spazio garantisce un pasto completo a circa 70 bambini. Il comedor non è solo un luogo di assistenza alimentare, ma uno spazio di incontro e relazione, in cui si costruisce fiducia tra famiglie, volontari e operatori locali. Essere presente qui significa partecipare a una rete di sostegno concreta, che risponde a un bisogno essenziale ma lo fa in modo comunitario e dignitoso. 

Nel pomeriggio partecipo alle attività della biblioteca comunitaria Escuelita de Paz. Qui, insieme a Rigoberto, organizziamo letture, giochi educativi e attività creative per i bambini. Con il tempo ho capito quanto sia importante la continuità: i bambini sanno quando arrivo, mi aspettano, mi chiedono cosa faremo. Questo mi ha fatto comprendere quanto una presenza stabile, anche se semplice, possa avere u forte valore educativo e affettivo. La biblioteca è diventata per me uno spazio familiare, legato a un forte senso di comunità. 

Nel quartiere Bello Oriente, partecipo alle attività del gruppo “Semilla Somos”, gestito dal leader comunitario José Arnulfo. Si tratta di un percorso comunitario che promuove riflessione critica, partecipazione e cura del territorio. Questo spazio trasmette un forte senso di appartenenza e di responsabilità collettiva, soprattutto  

tra i giovani, rafforzando l’idea che il cambiamento possa nascere dall’organizzazione comunitaria e dalla memoria condivisa. Anche nei gesti più semplici emerge una forte consapevolezza: prendersi cura del territorio significa prendersi cura di sé e degli altri. Questo senso di comunità e appartenenza è qualcosa che colpisce profondamente e che rappresenta una risorsa preziosa per il quartiere. Alla Sierra collaboro con gli altri volontari ENGIM nelle attività del Centro Juvenil. La Sierra rappresenta il cuore del lavoro di ENGIM a Medellín: è il luogo in cui si trova la sede dell’organizzazione ed è un punto di riferimento storico per molte attività educative e comunitarie. Partecipare alla vita di questo spazio mi ha permesso di comprendere meglio la storia di ENGIM sul territorio e il valore delle relazioni costruite nel tempo. 

Parallelamente alle attività sul campo, prendo parte a un progetto di ricerca dell’Universidad de Antioquia intitolato “Una geohistoria de la ciudad ecosocial: Producción de márgenes urbanos y justicia socioambiental en Medellín”, che si sviluppa nelle comunas 1, 3, 8 e 13. Questo percorso mi permette di collegare l’esperienza quotidiana a una riflessione più ampia sulle trasformazioni urbane, sociali e ambientali della città, aiutandomi a leggere in modo più consapevole le dinamiche che vivo ogni giorno. Il servizio civile con ENGIM mi sta insegnando l’importanza della presenza, dell’ascolto e della continuità.  Non sono le grandi azioni a fare la differenza, ma i gesti quotidiani, la costruzione di relazioni e la fiducia nel tempo. Questa esperienza mi sta facendo sentire parte di qualcosa di più grande, rafforzando in me la 

consapevolezza del valore della comunità come strumento di cambiamento sociale.

 

 

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